
2026, settembre. CEUTA. Dire che Ceuta (al pari di Melilla) sia una exlcave significa tutto e niente. Ceuta é l’eredità secolare dell’impero spagnolo e della sua ‘missione civilizzatrice’ che ha portato la Bibbia, ha costruito strade e ha commesso carneficine in mezzo mondo; é uno squallido parco giochi per ricchi spagnoli, abbastanza europeo da avere colate di cemento e palazzoni, scavi romani, un McDonald’s, kayak e motorini a noleggio, bandiere spagnole ad ogni incrocio, ma abbastanza esotico da avere anche ristoranti marocchini (ovviamente di proprietà spagnola); é sede della più grande caserma della fascistissima legione straniera spagnola (ancora oggi, l’inno della legione é el novio de la muerte e, ancora oggi, il museo della legione celebra con malcelato entusiasmo come il colpo di stato di Franco e la guerra civile spagnola siano cominciati proprio a Ceuta); é una città-fortezza militarizzata, circondata da una barriera di acciaio, filo spinato, presidiata (lungo il confine e al suo interno) da centinaia di poliziotti e militari dove, da anni, si effettuano i rechazos en frontera (respingimenti collettivi senza possibilità di presentare domanda d’asilo); é raggiungibile dall’Europa solo dal porto di Algeciras,(altro bel posticino di merda) in circa 40 minuti di aliscafo veloce o 1 ora e 20 di traghetto. Per prenderli serve il passaporto (con buona pace del ‘ciarpame senza pudore’ al governo in Italia); è un inferno razzista, nazionalista e classista; è dove l’Europa, l’Occidente e tutta l’umanità cessano di esistere.
2026, luglio. PODCAST! è disponibile su spotify il podcast “Returning Foreign Fighters” con un approfondimento su Giorgio Arbib e la Guerra d’Algeria